HTA Consulenza informatica - Internet

Google FotoScan: come funziona

L’applicazione orientata al recupero e al trattamento di una vecchia foto ingiallita o alla “scansione” di un quadro al museo (dove consentito), potrebbe comunque avere risvolti professionali: immaginiamoli (N.d.R. HTA Group).

Fonte il POST, 16 novembre 2016

L’app di Google per scansionare le foto. È una buona alternativa agli scanner: sfrutta sistemi di fotografia computazionale per escludere i riflessi dalle stampe fotografiche

Google ha da poco diffuso una nuova applicazione che si chiama FotoScan e che serve per eseguire una scansione delle fotografie utilizzando il proprio smartphone, al posto di un costoso e poco pratico scanner. L’app utilizza vari sistemi di “fotografia computazionale” per migliorare la resa delle foto, risolvendo per esempio il problema dei riflessi sulla carta lucida delle stampe fotografiche, che finora aveva reso impossibile fotografarle in buona qualità con il proprio smartphone. L’idea è utilizzare FotoScan per digitalizzare le vecchie fotografie, prima che si rovinino definitivamente a causa del passare del tempo, che le fa stingere o ingiallire. L’app può essere inoltre utilizzata nei musei, dove consentito, per scattare foto migliori dei quadri e delle altre opere d’arte appese alle pareti.

Come si usa FotoScan

Dopo avere scaricato l’applicazione, disponibile per Android e iOS, è sufficiente inquadrare la stampa di una fotografia con il proprio smartphone e scattare una foto, senza preoccuparsi di eventuali riflessi di luce. FotoScan utilizza lo scatto come immagine di riferimento, poi chiede di orientare il telefono in modo da inquadrare quattro punti creati virtualmente nell’inquadratura, che permettono di scattare ulteriori immagini della stampa con diverse inclinazioni per sfuggire ai riflessi (un po’ come facciamo normalmente quando osserviamo qualcosa e incliniamo la testa per vedere le parti coperte dai riflessi). L’app confronta l’immagine di partenza con le successive e infine ricostruisce la foto escludendo le aree con riflessi, poi automaticamente ritaglia la fotografia e la raddrizza.

FotoScan mantiene quello che promette nella maggior parte degli scatti ed è una buona soluzione per digitalizzare le vecchie foto, in un modo più divertente e veloce rispetto a uno scanner tradizionale. La risoluzione dell’immagine è buona, considerando che si parte da una stampa fotografica, ma in alcuni casi può risultare inferiore rispetto a una fotografia digitalizzata con uno scanner. Nella maggior parte delle volte il risultato è comunque un buon compromesso, considerato che gli scanner semiprofessionali sono molto costosi e dopo la digitalizzazione delle vecchie fotografie finiscono per restare inutilizzati.

Come funziona FotoScan

Con “fotografia computazionale” si intendono i sistemi utilizzati per effettuare automaticamente modifiche alle foto, facendo ricorso ad algoritmi di vario tipo che intervengono subito dopo lo scatto di una fotografia. La funzione “Panorama” degli smartphone, che mette insieme più fotografie per costruire una foto panoramica, è un esempio di fotografia computazionale, così come i sistemi HDR per aumentare i punti di luce all’interno di un’immagine. Quelli di Google hanno realizzato FotoScan facendo ricorso a diversi sistemi di fotografia computazionale, che tradizionalmente richiedevano computer piuttosto potenti per funzionare, ma che ora possono essere impiegati sugli smartphone grazie alla loro accresciuta capacità di calcolo.

Dal primo scatto all’immagine finale, FotoScan fa molte cose per ottenere il risultato migliore. I suoi algoritmi confrontano l’immagine iniziale con quelle ottenute inclinando il telefono per fotografare i quattro punti virtuali mostrati nell’inquadratura. L’app identifica alcune centinaia di punti di riferimento, di solito in aree della fotografia dove ci sono contorni netti e con maggiore contrasto. L’immagine di partenza e le successive sono poi scomposte in una miriade di riquadri, che vengono confrontati tra loro per verificare le differenze dei singoli pixel. I pixel troppo chiari o non coerenti con ciò che hanno intorno nell’immagine di riferimento vengono eliminati e sostituiti da quelli di uno scatto successivo, cosa che permette di eliminare i riflessi e altri difetti nello scatto. L’operazione richiede pochi millesimi di secondo e porta alla foto finale, che può essere poi salvata nella libreria fotografica del proprio telefono.

Google Foto

Google ha anche annunciato che nei prossimi giorni sarà diffuso un aggiornamento per Foto, la sua applicazione per Android e iOS che serve per salvare online le proprie fotografie e catalogarle con sistemi automatici (il sistema riconosce i volti, i luoghi e gli oggetti nelle immagini). La nuova versione dà la possibilità di aggiungere filtri fotografici, ritagliare le immagini, regolarne l’esposizione e altri parametri.