Pa, obbligatorio comunicare i pagamenti

Fonte SOLE 24 ore NORME & TRIBUTI,  di Carmine Fotina 17/10/15

C’è un autentico buco nero nel censimento dei pagamenti della pubblica amministrazione. E questo nonostante l’introduzione della fatturazione elettronica. Ora il ministero dell’Economia prova a correre ai ripari, con un corposo articolo contenuto nella legge di stabilità

Le pubbliche amministrazioni dovranno immettere «obbligatoriamente» nella piattaforma elettronica gestita dal Tesoro «i dati riferiti alle ordinazioni di pagamento effettuate». A quel punto il Mef dovrebbe conoscere in tempo reale non solo le fatture emesse (cosa che già avviene grazie all’obbligo della fatturazione digitale) ma anche i dati su quelle effettivamente pagate (e in che tempi).

Le Pa, inoltre, sempre mediante la piattaforma, dovranno comunicare ogni tre mesi l’ammontare dei debiti per i quali non è stato disposto il pagamento nel trimestre precedente. Per arrivare a questo risultato vengono introdotte delle sanzioni.

Le Pa che non immettono le informazioni sui pagamenti effettuati rischiano una sanzione che va dall’1 al 3 per cento dell’ammontare dei debiti per i quali non sono stati comunicati i dati. Le amministrazioni che non trasmettono il report trimestrale sui debiti residui non pagati rischiano ancora di più: dall’1 al 3 per cento dei debiti dell’ente certi liquidi ed esigibile risultanti dalla piattaforma elettronica.

Il sistema sanzionatorio, comunque, non scatterà immediatamente. Occorrerà infatti un decreto del Mef, di concerto con la Giustizia, da emanare entro 120 giorni, a definire il procedimento di applicazione delle sanzioni.

Novità anche per le Pa che sforano il tetto di giorni previsto dalla direttiva Ue sui pagamenti. Si abbassa da 60 a 30 giorni il tempo medio oltre il quale scatta la sanzione in base alla quale le amministrazioni inadempienti (con eccezione di quelle sanitarie) nell’anno successivo non possono procedere ad assunzioni.

Ma l’articolo della legge di stabilità contiene anche l’eliminazione delle sanzioni pecuniarie che, sulla base di precedenti provvedimenti, ricadevano direttamente sui dirigenti responsabili. Ad esempio per la mancata certificazione del credito o la mancata registrazione della Pa sulla piattaforma elettronica. In questi casi la sanzione pari a 100 euro per ogni giorno di ritardo si trasferisce dal dirigente all’amministrazione inadempiente.