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Adobe Flash va in pensione

Adobe Flash, in pensione nel 2020

E dire che alcuni ci credono ancora in Adobe Flash, a dispetto dell’impossibilità, oramai manifesta da tempo, di visualizzare correttamente i contenuti dei Siti Web su dispositivi mobili, nonostante la vulnerabilità ad attacchi, a fronte del fatto che anche YouTube NON lo usasse più come lettore predefinito e che Chrome lo ha disattivato come impostazione predefinita a partire da gennaio 2017.

Vedremo ora quanto i nuovi standard di progettazione e visualizzazione reggeranno all’evoluzione del Web (N.d.R. HTA Group).

Fonte PIANETACELLULARE, di Simone Ziggiotto, 26 luglio 2017

Adobe è finalmente pronta a dire addio a Flash, invitando i creatori a sviluppare contenuti con i nuovi standard come HTML5. Flash ‘muore’ nel 2020.

Adobe ha da tempo giocato un ruolo di primo piano nel promuovere l’interattività e i contenuti creativi – dai video, ai giochi e altro ancora – sul web ma la società è finalmente pronta a dire addio a Flash, il software per uso prevalentemente grafico che per oltre vent’anni ha permesso agli sviluppatori web di creare animazioni vettoriali.

Flash è stato molto utilizzato per creare giochi o interi siti web ed è stato usato da molte piattaforme di streaming audio/video negli ultimi due decenni, ma con l’evoluzione delle ultime versioni degli standard web era inevitabile l’abbandono prima o poi della tecnologia.

Non ci voleva molto per capire che Flash avrebbe avuto vita breve – negli ultimi due anni il software è stato solo causa di potenziali attacchi per la miriade di vulnerabilità trovate. Proprio per questo le più grandi aziende del web hanno lentamente ritirato il supporto del software di Adobe nel corso degli ultimi anni. YouTube non usa più Flash come lettore predefinito a favore di HTML5 nel mese di gennaio 2015 e Chrome prima ha iniziato a controllare ogni istanza di Flash sulle pagine, poi lo ha disattivato per impostazione predefinita. La stessa Adobe ha terminato lo sviluppo di Flash Player per dispositivi mobili nel 2012, riconoscendolo inferiore al nuovo standard HTML5.

Il 1 dicembre 2015, Adobe ha iniziato ad invitare i creatori di contenuti ad utilizzare i nuovi standard web alternativi a Flash, come HTML5, riconoscendo di fatto già un anno e mezzo fa la fine del suo standard. Adobe allo stesso tempo ha anche rinominato la sua applicazione Flash Professional CC in Animate CC. A fine 2015, oltre un terzo di tutti i contenuti creati con Flash Professional usavano lo standard migliore HTML5, aveva fatto sapere Adobe sul suo blog, sottolineando comunque che Animate CC avrebbe continuato a supportare il formato Flash per qualche tempo.

Dalla fine del 2015 al 2020, Flash sta avendo una morte lenta che in realtà si può dire essere iniziata molto tempo prima, a partire dalla fine del supporto su smartphone e poi per i numerosi bug riscontrati nei plugin per siti web, sfruttati molto dagli hacker per violare i computer degli utenti. Anche se Flash inizialmente ha avuto un grande successo come strumento per la creazione di giochi web e animazioni, ha sempre avuto una serie di aspetti negativi che si sono distinti sempre di più ogni anno.

Adobe va nel 2017 a chiudere definitivamente ogni tipo di supporto per Flash, due anni dopo aver invitato i creatori ad usare standard alternativi come l’HTML5 con la presa di coscienza della società che il suo software ormai è morto.

“Dove abbiamo visto una necessità di spingere il contenuto e l’interattività in avanti, abbiamo innovato per soddisfare tali esigenze” ha scritto Adobe nel suo blog il 25 luglio. “Quando un formato non esisteva, ne abbiamo inventato uno – come ad esempio Flash e Shockwave. E nel tempo, mentre il web si è evoluto, questi nuovi formati sono stati adottati dalla comunità, in alcuni casi costituendo la base per gli standard aperti, diventando una parte essenziale del web.”

Adobe ha tuttavia appurato che standard aperti come HTML5, WebGL e WebAssembly sono maturati nel corso degli ultimi anni, con la maggior parte di essi che offrono ora molte delle funzionalità che i plugin sono stati in grado di offrire in passato, diventando un’alternativa valida per i contenuti sul web.

Nel tempo, Adobe ha visto che sempre piu’ funzionalità un tempo disponibili solo con i suoi plugin sono state incorporate – e migliorate – negli standard web aperti. “Oggi, la maggior parte degli sviluppatori di browser integrano le funzionalità una volta forniti da plugin direttamente nei browser e deprecando i plugin” prosegue Adobe nel suo blogpost.

In considerazione di questo progresso e in collaborazione con diversi partner tecnologici, tra cui Apple, Facebook, Google, Microsoft e Mozilla, Adobe ha pianificato la fine di Flash. In particolare, la società intende interrompere l’aggiornamento e la distribuzione di Flash Player alla fine del 2020, e incoraggia i creatori di contenuti a migrare qualsiasi contenuto Flash esistente ai nuovi formati aperti.

Diverse industrie e aziende sono state costruite sulla tecnologia Flash – dai giochi, all’istruzione passando per i video – e Adobe resta impegnata a sostenere Flash fino al 2020, in quanto clienti e partner hanno messo in atto i loro piani di migrazione ai nuovi standard aperti ma ancora non possono fare a meno di Flash. Pertanto, Adobe continuerà a supportare Flash sugli OS e sui browser più importanti che attualmente supportano il contenuto Flash tramite il progetto EOL. Adobe si impegna a rilasciare fino al 2020 patch regolari di sicurezza, mantenere la compatibilità con i sistemi operativi e browser e di aggiungere funzionalità se necessario.

“Rimaniamo pienamente impegnati a lavorare con partner, tra cui Apple, Facebook, Google, Microsoft e Mozilla per mantenere la sicurezza e la compatibilità dei contenuti Flash” prosegue la società nella nota. “Inoltre, intendiamo spostare in modo più aggressivo EOL Flash in determinate aree geografiche in cui vengono distribuite versioni non autorizzate e obsolete di Flash Player.”

Anche dopo la fine di Flash, Adobe rimarrà impegnata nel condurre lo sviluppo di nuovi standard web e parteciperà attivamente al loro avanzamento. Ciò includerà continuare a contribuire allo sviluppo dello standard HTML5 e partecipare al gruppo di community di WebAssembly.

Guardando avanti, “Adobe continuerà a fornire i migliori strumenti e servizi per i progettisti e gli sviluppatori per creare contenuti sorprendenti per il web” ha concluso la società.

HTA Consulenza informatica - Internet

Chrome: connessioni https protette

La sicurezza in rete, questione decisamente sottovalutata. Perché? Leggerezza e superficialità? Sottovalutazione dei rischi? Con l’aumentare della disponibilità di banda per l’accesso a Internet, a fronte di uno spostamento del lavoro e del mercato on-line nonché con la diffusione di applicazioni per dispositivi mobili, le frodi, i furti di identità i virus e il malware imperversano. Per questo Google procederà gradualmente nel contrassegnare i siti HTTP con un’icona con un triangolo rosso  (N.d.R. HTA Group).

Fonte egoo, Google Apps Reseller, Google Team, 14 settembre 2016

A partire da gennaio 2017, Google Chrome inizierà a considerare non sicuri i siti HTTP nei quali avvengono transazioni economiche, si trasmettono password o si effettuano pagamenti con carte di credito. A tendere, Chrome contrassegnerà tutte le connessioni HTTP come non sicure, così da favorire il passaggio alle connessioni HTTPS. Continua a leggere

8 vantaggi che Internet può portare alle aziende. Inclusa la tua

Fonte Assolombarda NEWS, 04/05/2015

La diffusione di internet sta cambiando il modo di lavorare: scopri quali sono le opportunità da non perdere per le imprese

Cambia il mondo e cambio anch’io

Che il mondo stia cambiando sempre più velocemente è ormai chiaro a tutti: negli ultimi anni ci sono state molte trasformazioni nella società e in campo lavorativo. E’ cambiata la finanza, soprattutto dopo la crisi economica degli ultimi anni, e molti settori dell’industria sono in fase di trasformazione. Continua a leggere

Federprivacy: “Due siti italiani su tre violano legge su protezione dati personali”

Fonte IL FATTO QUOTIDIANO Tecno, Luigi Ferro, 26/09/2014

Su un campione di 2500 siti Internet, il 67% non è in in regola con il Codice. E considerata la totalità dei domini l’entità delle infrazioni, che riguardano soprattutto il trattamento delle informazioni e la relativa richiesta di consenso, “è potenzialmente calcolabile in alcuni miliardi di euro”

Altro che recupero dell’evasione fiscale. In teoria, basterebbe applicare con rigore la legge sulla privacy per rimpinguare le casse dello Stato con miliardi di euro. Un’indagine di Federprivacy, Continua a leggere

Mozilla Firefox compie 10 anni

Fonte Repubblica.it Tecnologia di Cesare Buquicchio, 10/10/2014

Johnathan Nightingale, vicepreside del browser open source che spezzò il monopolio di Explorer parla a Repubblica.it. “La nostra sfida adesso è per la privacy: arrivano il pulsante ‘dimentica’ e il motore di ricerca DuckDuckGo per proteggere la navigazione web degli utenti”. Ma dalla videochat Hello a Firefox OS sono tante altre le novità del “panda rosso”

IL 9 NOVEMBRE è caduto un altro muro oltre a quello di Berlino. Un muro che fino a quella data del 2004 Continua a leggere

Internet compie 25 anni

Fonte Repubblica.it Tecnologia 12/03/2014

Tim Berners-Lee: “Il web deve essere un diritto di tutti”

Il www, nato come rete militare e poi come risorsa accademica, esisteva in forme via via più evolute fin dagli anni ’60.Il 12 marzo 1989 Tim Berners-Lee depositò al Cern la proposta di creare l’infrastruttura digitale

Internet compie 25 anni. La nascita del web viene fatta risalire convenzionalmente infatti alla proposta depositata il Continua a leggere